Gio
9
2009
Apr

Piccole donne crescono 2

Dom
15
2009
Mar

È una delle regioni che ha restituito più testimonianze relative all’età del Rame. Dai già citati (18 ottobre 2008 e 26 ottobre 2008) siti di Monte Covolo, Civate, Manerba, Castello di Breno sono affiorati resti di ceramiche White Ware a bugnette, resti di ceramiche a stile metopale e resti di ceramiche a striature, il cosiddetto tipo Besenstrich, che si caratterizza per un particolare trattamento fatto a «spazzolatura» (o a «scopettatura» che dir si voglia) che lascia appunto le superfici striate.

I monumenti di questa regione sono numerosissimi e anche per questo vengono, di regola, suddivisi in due gruppi, piuttosto simili, ma che non di meno è bene distinguere: quello relativo alla Valcamonica e quello relativo alla Valtellina.

In genere, per via del supporto utilizzato, del senso compositivo delle raffigurazioni incise, del marcato valore simbolico delle rappresentazioni e di altri aspetti tipici della sintassi iconografica, alcuni studiosi talvolta tendono ad escludere dall’ambito della statuaria antropomorfa questi monumenti. Altri, invece [Stefania Casini, Angelo Fossati, 1994. Le stele e i massi incisi della Valcamonica e della Valtellina nell'ambito dell'arco alpino, in Stefania Casini, 1994 (a cura di). Le pietre degli dei: menhir e stele dell'età del Rame in Valcamonica e Valtellina. Catalogo della mostra. Bergamo: Assessorato alla Cultura del Comune di Bergamo, pp. 59-68], sono convinti che le differenze siano più apparenti che sostanziali e che il linguaggio alla base di questi come dei restanti monumenti dell’arco alpino sia il medesimo, solo espresso attraverso modalità più articolate. Di fatto le rappresentazioni camune e telline si segnalano per un più spiccato carattere aneddotico e descrittivo, per una sorta di horror vacui della composizione, con immagini che si accumulano e si sovrappongono le une alle altre [Emmanuel Anati, 2000. Le statue menhir: memoria e identità di un'Europa dei primordi, in Federico Mailland, 2000 (a cura di). Dei nella pietra: arte e concettualità delle statue stele. Milano: Associazione Lombarda Archeologica, pp. 7-21], ma l’affollamento delle immagini e la loro ripetizione, come abbiamo appena visto per il Trentino-Alto Adige, sono riscontrabili anche in altri gruppi.

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Ven
27
2009
Feb

Mela e arancio a matita (27-2-09)

Martedì prossimo il secondo incontro con Smko Tafek, il pittore di origine curda. Primo compito per casa: bozzetto a matita di una mela e un’arancia. Vediamo un po’ cosa dice. Leggi il resto di questo articolo »

Mar
17
2009
Feb

marketingo_1280x1024-pic
Finalmente a Marketing Informatico (Rimini), dove lavoro, abbiamo deciso che tanto valeva rendere pubblico il wallpaper che ho realizzato.

Quindi, casomai qualcuno volesse scaricarlo, ecco qua tutte le risoluzioni.

Forse finirà per diventare la grafica di un sito tutto dedicato al web design a Rimini. Forse no. Vi aggiornerò.

Lun
16
2009
Feb

In area atesina i primi siti attribuibili all’età del Rame sembrano essere quelli di Romagnano (strato Q) e di Isera la Torretta (fase 5) [Raffaele C. De Marinis, Annaluisa Pedrotti, 1996. L'età del Rame nel versante italiano delle Alpi centro-occidentali, in AA.VV., 1996. Atti della XXXI Riunione Scientifica dell'Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria. La Valle d'Aosta nel quadro della Preistoria e Protostoria dell'arco alpino centro-occidentale, Courmayeur, 2-5 giugno 1994. Firenze: Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria, pp. 247-300]. I tipi ceramici di questi due siti recano sotto l’orlo decorazioni a cordoni lisci oppure a bugnette sporgenti verso l’esterno (o a fori non passanti che dir si voglia), motivo quest’ultimo riscontrabile anche nella cultura svizzera di Horgen (ca. 3400-2900 a.C.): si tratta in entrambi i casi di ceramiche ad impasto grossolano. Per quanto riguarda la ceramica a bugnette le fogge vascolari più ricorrenti sono votate alla semplicità con forme troncoconiche o cilindriche. Le bugnette sono state interpretate dai diversi studiosi sia come espedienti per garantire una maggiore resistenza alla parte sommitale del vaso durante la cottura, sia come semplice elemento decorativo [Daniela Cocchi Genick, 1996. Manuale di preistoria. III. L'età del Rame. Firenze: Octavo - Franco Cantini Editore]. Per via anche della colorazione biancastra dell’impasto soprattutto della ceramica a bugnette, Lawrence H. Barfield ha definito White Ware questo tipo di produzione di povera fattura e indicante, in linea di massima, una sorta di declino, rispetto alla fase precedente, nella perizia tecnologica [Lawrence H. Barfield, 1988. The Chalcholithic of the Po Plain, in AA.VV., 1988. Rassegna di archeologia 7/1988. Congresso internazionale: L'età del Rame in Europa. Viareggio 15/18 ottobre 1987. Firenze: Edizioni all'insegna del Giglio, pp. 411-418].

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